Rossi-Lorenzo, terz'ultimo round

Sono tutti pronti a "scoprire" Philipp Island, manco fosse l'America. L'aspettano con quella libidine molto motociclistica di vedersela in un circuito unanimamente considerato bello. Speciale, dicono. Di quelli che ti godi fino all'ultima curva, all'ultimo sorpasso. Un toccasana, quindi, dopo la noia dell'Estoril, per i protagonisti più attesi. Da Lorenzo, che bluffa e giura di "pensare al secondo posto" a Vale che laggiù non vince da una vita.
Aspettano e sperano, entrambi, di portare a casa il bottino pieno. Il "vecchio" e il bambino con la stessa moto, griffata Yamaha, e la stessa idea fissa di vincere il Mondiale. Poi, certo, a ciascuno il proprio spartito. Che, nel caso specifico, significa recitare il ruolo che la vita su due ruote gli ha assegnato. E allora le strade si dividono. Da una parte Lorenzo, che guarda appena dietro alla prossima curva e spiega che "il secondo posto è stato il mio obiettivo per tutto l'anno. A Philipp Island spero di confermare questo risultato".
E poi ancora: "Se in Australia faccio molti punti posso raggiungere l'obiettivo che mi ero prefissato a inizio stagione. Phillip Island è un tracciato che amo, è sempre speciale correre lì e secondo me è il circuito più bello insieme al Mugello. Sei lanciato a 250 km/h e intorno a te vedi il mare e gli uccelli, è incredibile. Lo scorso anno non sono riuscito a salire sul podio ma ricorderò per sempre la gara del 2007 che ho vinto con 20 secondi di vantaggio. Tutta la mia squadra è ottimista e determinata per ottenere altri buoni risultati in queste due settimane importanti". Importanti, cruciali, e altro che Mondiale in cantina. Il secondo posto è un passaggio, una porta, e da lì si apre il Paradiso.
Dall'altra Vale, uno che "santo" lo è da tempo. Che ha già vinto, già goduto, che il Paradiso l'ha già vissuto e rivissuto. Roba da avercelo a noia se dentro non sei Rossi, un inappetente, uno mai sazio. Uno che non fa in tempo a tagliare il traguardo che subito pensa al prossimo giro, all'arrivo successivo, all'ennesimo podio da scalare. Uno che invece di avere nausea da successi - come capita con il tempo a molti campioni - è capace di dirti che "a Philipp Island non vinco da troppo tempo". Capito che tipo? Giusto per chiarire, come se ce ne fosse bisogno, al compagno-nemico che in Australia sarà battaglia. Un'altra volta. "Io amo questo tracciato - dice - e lì ho alcuni dei ricordi più belli della mia carriera, perciò voglio arrivare a questa gara al massimo della forma". E avanti: "Penso che per il Mondiale sarà una battaglia fino alla fine con Lorenzo, ma le prossime due piste (Phillip Island e Sepang, ndr) sono fra le mie favorite". Il Paradiso, caro Jorge, può insomma attendere.